La lunga vita, Festival della scienza medica

La scienza sa essere emozionante. Ho partecipato alla prima edizione del Festival della scienza medica di Bologna e sono tornata carica di entusiasmo, ottimismo e gratitudine per tutti i ricercatori, luminari, giornalisti e premi Nobel che, in quattro giorni, hanno divulgato i temi attuali della scienza medica con il fervore dei grandi esploratori davanti a nuovi scenari.

Festival della scienza medica "La lunga vita"

Festival della scienza medica “La lunga vita”

Il titolo del Festival della scienza medica è stato “La lunga vita”, perché l’età media cresce ancora, l’Italia detiene il record della longevità e l’invecchiamento della popolazione pone i medici di fronte a nuove sfide. Grandi quesiti medico-scientifici, questi, che si intrecciano inevitabilmente alla sfera più prettamente emozionale dell’uomo.

La medicina è metodo scientifico ma dialoga da sempre con l’antropologia, la filosofia, la religione, l’etica, l’arte.
Ho scoperto che bisogna risalire a 800 milioni di anni fa per capire come funziona un gene presente, ancora oggi, in tutte le nostre cellule, ho imparato che si può leggere l’arte per conoscere l’evoluzione medica, ho messo in ordine le mie idee sparse sulle connessioni tra la figura dell’investigatore nel romanzo giallo e quella del medico indagatore in corsia. Soprattutto, ho apprezzato la semplicità con cui i grandi nomi della scienza hanno divulgato i risultati – rivoluzionari – della ricerca medica.

Accanto a illustri relatori, i protagonisti di questo Festival sono stati i pazienti e le parole con cui tutti i partecipanti hanno raccontato la sfida quotidiana della ricerca medico-scientifica. Io voglio raccontarvi i miei giorni all’evento di Bologna. Nei prossimi post approfondirò gli spunti suggeriti dal Festival della scienza medica fino a delineare un percorso chiaro, anche se ricco di bivi, tra le implicazioni umanistiche e scientifiche che rendono la medicina la più umana delle scienze.

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