Le parole creano mondi, si dice, e così è.
Pensiamo al cosiddetto medichese: il linguaggio specialistico usato dai medici compreso appieno solo da altri medici e, per questo, fautore di un immaginario che, per secoli, ha collocato i professionisti medico-sanitari tra gli specialisti più rispettati e autorevoli.
Un tempo, andare dal dottore era l’unica occasione per sentire termini medico-scientifici altrimenti assenti in altri contesti quotidiani.
Oggi la tendenza sembra aver subito un’inversione. La terminologia specialistica è uscita dagli studi medici per farsi strada tra i profani fino a diventare comune e (abbastanza) comprensibile a tutti (o quasi). Non più relegate alla diagnosi e alla terapia, le parole della cura specialistica sono diventate alla portata di tutti, pronte per essere usate da persone e in contesti così lontani dal mondo medico da subire spesso uno slittamento semantico.

Medicalizzazione della lingua








