Salute e metatag, anche Google vuole la sua parte

Com’è ovvio che sia, i medici, i biologi, gli studenti e tutti gli esperti/amanti di medicina scrivono di salute in modo serio, competente e con la consapevolezza di rivolgersi a un pubblico vastissimo, perché la salute riguarda tutti senza alcuna distinzione. Spesso, però, questi professionisti incontrano un ostacolo: come si scrive di salute sul web?

Prima di entrare nel vivo del post, voglio fare due premesse:

  1. Il segreto per dare visibilità agli articoli è la qualità, sempre.
  2. L’idea per questo post me l’hanno data, senza saperlo, Massimo Pacifici e Marco Cameriero, rispettivamente un medico esperto in informatica medica, e uno studente alle soglie della maturità e con una spiccata passione per l’informatica e le scienze che, chiacchierando su Google Plus, hanno toccato un tema interessante per questo blog: la scrittura dei title per i contenuti riguardanti la salute.

Come ho appena detto, se le informazioni sono di qualità e ben documentate, con un po’ di fortuna e un buon lavoro di social networking, avranno visibilità da sé. È vero anche che Google vuole la sua parte, e quando lo si usa per diffondere notizie così importanti come la salute è necessario adottare alcune norme base per scrivere sul web.
La conferma a ciò è data dal già citato Massimo Pacifici che su Google Plus ha condiviso un post nel quale Marco Cameriero ha segnalato un tool da lui ideato per creare title corretti. In risposta, Massimo scrive più o meno così:

“Anche se non riguarda la salute condivido il post perché, per dare visibilità ai nostri articoli, dobbiamo conoscere un po’ i metatag e come funziona Google.”
Penso che Massimo abbia ragione, e per questo ho deciso di scrivere questo post per chiarire cosa sono, a cosa servono e come si scrivono i metatag title e description.

Il title è il titolo della pagina, si trova nella barra alta di ogni tab (scheda) del browser, è la prima stringa di testo visibile in SERP (pagina dei risultati di ricerca) prima della description e, se bene ottimizzata, aiuta Google nell’indicizzazione. Come si scrive il title? A riguardo non esistono regole fisse ma indicazioni precise: il title deve essere lungo tra le 55 e le 60 battute spazi inclusi, e la parte iniziale deve contenere la keyword. L’algoritmo di Google, infatti, mostra i primi 60 caratteri del title e comincia a scansionare il testo da sinistra, ciò spiega perché è meglio che la keyword si trovi all’inizio del title.

La description è la descrizione della pagina, è quel paragrafo che si vede nella Serp subito dopo il title. È uno degli elementi più importanti della SEO perché è il messaggio che cattura l’attenzione dell’utente: tra i 10 risultati nella serp, il lettore clicca quello con la description più accattivante, informativa e persuasiva. Per evitare che Google tagli il testo, la lunghezza ideale dev’essere di circa 155 caratteri spazi inclusi ed è inoltre importante che la keyword sia all’inizio della descrizione e la stessa usata nel title, in modo che si rafforzino a vicenda.

Scrivere title e description non è così semplice come sembra, ma come ogni cosa basta un po’ di pratica per imparare.
A questo punto ti invito a testare il Title maker di Marco, ad approfondire il tema grazie a Marco Angelucci e a mantenere la calma: il conto delle battute lo fa il plugin del CSM (wordpress, joomla, ecc.) ed è sempre la qualità a decretare il successo del post.
Se hai dubbi, osservazioni o domande, ti aspetto nei commenti per parlarne.

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4 commenti

    • Ciao Massimo e benvenuto sul mio blog.
      Direi che title e description devono catturare prima l’attenzione di Google e poi quella del lettore: se mancano l’ottimizzazione e una buona indicizzazione, l’utente difficilmente vedrà i contenuti.
      Grazie per il tuo contributo e a presto. 🙂

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  1. Articolo molto interessante.:)
    Devo precisare che Marco Cameriero non è uno studioso appassionato di medicina ma uno studente di Liceo Scientifico, alle soglie della maturità, che mastica codice (informatico, ovviamente) dall’età di sette/otto anni.
    Annarita Ruberto

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    • Grazie Annarita e benvenuta su questo blog.
      Hai ragione, provvedo subito a modificare la breve descrizione di Marco.
      Torna quando vuoi. 😉

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