Cliente, paziente, persona. Il senso delle parole in sanità

Mi piace conoscere il significato vero delle parole, quello ancorato all’etimologia e non solo quello che, per convenzione, riconosciamo in un linguaggio condiviso. Per questo mi ha soddisfatto la lettura di Cliente, paziente, persona. Il senso delle parole in sanità. Il breve libro scritto dal Dott. Marco Gaddes da Filicaia esplora la ricchezza semantica del linguaggio sanitario e rivela sfumature di senso inattese, come quelle che coinvolgono l’aspetto etico e morale della professione medica.

Cliente, paziente, persona. Il senso delle parole in sanità

Il libro del Dott. da Filicaia edito da Il pensiero scientifico editore – Collana Graffiti.

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Il venditore di medicine. O sul comparaggio

Dal dizionario Treccani: Comparaggio deriva dal francese compérage a sua volta derivato da compére, cioè ‘compare’ che, al secondo posto tra le definizioni estensive figura come “chi aiuta più o meno apertamente qualcuno in una brutta azione, in un imbroglio […].” Comparaggio vuol dire accordo fraudolento.

Venditore di medicine

Venditore di medicine

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La vita è ora! Bea lo sa

Quando è nato questo blog ho pensato che la medicina narrativa vi avrebbe occupato un posto importante per capire come si riesce a superare la malattia anche grazie al web. Avrei voluto aspettare ancora un po’ per parlarne, ma La vita è ora! e Beatrice non può aspettare.

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5azioni per il diabete – Non di solo digital vive il paziente

E-health, digital health, telemedicina, clouding. Oggi la salute deve affrontare la sfida delle tecnologie digitali e vincerla grazie alle competenze di tutti i protagonisti: dottori, assistiti, app, blog, social media… In una parola sola, grazie al web che abbatte le distanze e riscrive la relazione tra medico e paziente. Attenzione: non di solo digital vive il paziente, perché il confronto con il medico in carne e ossa è più che mai essenziale. Continua la lettura

TEDmed 2014 – Innovazione nella salute

Lo scorso week end a Milano c’è stato un evento che avrei tanto voluto seguire: TEDmed live 2014.
Dal 12 al 14 settembre, in esclusiva dagli USA, è stata trasmessa la diretta degli interventi di innovatori ed esperti del settore medico-scientifico sul tema della salute e delle nuove possibilità date dal web per migliorare le cure e il dialogo tra i medici, tra i pazienti e tra i medici e i pazienti. Continua la lettura

Ho cercato solidarietà online. La mia vacanza (quasi) salutare

Sono passati esattamente tre mesi dall’ultimo post, una pausa tanto lunga da poter considerare questo un blog malaticcio: un bel paradosso, no? Invece la mia è solo calma apparente, perché ho in mente un sacco di argomenti e storie da condividere, devo solo fare un po’ di ordine e ripartire con la costanza che ho tenuto fino a tre mesi fa. Ricomincio oggi con un post diverso dal solito ma per me utile a introdurre un tema importante: pazienti, medici e web. Continua la lettura

Science writer, storia di un amore tra scienza e poesia

Curiosando qua e là sul web, ho trovato una notizia interessante che mi è parsa calzare a pennello per Scrivere di salute: la storia di Meehan Crist, una ragazza americana Laureata in Lettere che lavora come Science writer. L’aspetto interessante è che Meehan è stata chiamata dalla Columbia University per insegnare agli scienziati come scrivere in modo chiaro, corretto e comprensibile la scienza, il frutto del loro lavoro.

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Il medicalese complica la malattia

Come anticipato ieri, dopo aver parlato della grafia dei medici,  oggi affronto il tema del medicalese, il burocratese dei dottori.

Alopecia androgenetica, iperidrosi, soggetti defedati. Cos’hanno in comune queste espressioni? Si riferiscono tutte a disturbi piuttosto diffusi ma, detti così, sembrano malattie quasi aliene. È l’effetto del medicalese, il linguaggio specialistico usato dai medici per definire le patologie in termini tecnici e, appunto, specialistici.

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La scrittura dei medici nuoce alla salute

Voglio dedicare il primo post di questo blog a una riflessione sul difficile rapporto tra la medicina e la scrittura. Se c’è una cosa che accomuna tutti i medici è la scrittura: tortuosa, geroglifica, stilizzata. In una parola, illeggibile.

La scrittura dei medici, o più correttamente la loro grafia, è uno dei fattori che in alcuni casi concorre a incrementare la malasanità: seguire una terapia sbagliata, per esempio, può essere la conseguenza diretta di un’errata somministrazione di farmaci che, spesso, deriva dalla difficoltà a leggere con chiarezza le indicazioni terapeutiche.

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